Previdenza & Tfr

1° Gen 2012

Dal 1° gennaio 2012 è entrata in vigore la riforma delle pensioni contenuta nel decreto legge 201/2011 (legge 214). Pensioni di vecchiaia con requisiti più elevati, assegni determinati con il contributivo anche per coloro che avevano conservato il più vantaggioso metodo retributivo, sostanziale cancellazione per le pensioni di anzianità: sono i principali capitoli della riforma. L'effetto delle misure previdenziali contenute nella manovra è quello di unificare l'età di uscita dal lavoro, che a regime (nel 2022) sarà per tutti di 67 anni, con la sola eccezione delle persone che hanno lavorato oltre 41-42 anni (pensione anticipata) o che hanno svolto lavori usuranti (che potranno andare in pensione con le "vecchie" quote per le anzianità.

20 Ott 2008

Una delle realtà più interessanti nel panorama previdenziale italiano è quella dei fondi pensione territoriali per il momento presenti solo in tre regioni, ma con ottime prospettive future. La previdenza integrativa organizzata su base territoriale, sia pure per il momento presente in sole tre espressioni ‘regionali' (Laborfonds in Trentino Alto Adige, Fopadiva in Valle d'Aosta, Solidarietà Veneto in Veneto), rappresenta una delle realtà di maggiore successo nel panorama pensionistico italiano. La positività dell'esperienza ....

27 Ago 2008

Per mantenere inalterato il potere d'acquisto nel tempo è bene porre le basi per un'efficace pianificazione previdenziale. Gli Exchange Traded Funds possono essere lo strumento innovativo capace di raggiungere tale obiettivo. L'obiettivo della pianificazione previdenziale può essere ripartito in due differenti sottoinsiemi la cui sommatoria costituisce come risultante finale il mantenimento inalterato del tenore di vita post pensionamento. In particolare possono essere individuati un livello economico teso al finanziamento dei bisogni per dir così di "sopravvivenza" (abitazione, consumi primari) e una più composita aggregazione rappresentata invece dai consumi "elaborati" (università della terza età, costi sociali).

4 Lug 2008

La struttura contributiva del versamento, dovuto dal datore di lavoro al fondo di previdenza integrativa, prevale sull'iscrizione dello stesso alle organizzazioni sindacali stipulanti i contratti collettivi istitutivi dei fondi, rendendolo comunque obbligatorio. Unico requisito resta, pertanto, l'applicazione di fatto del contratto che realizza un'adesione implicita allo stesso. (Cass., sez. un., n. 2665/97). Il contributo, infatti, secondo quanto affermato dal Ministero del Lavoro, nell'interpello n. 11 del 2 maggio 2008 in risposta al Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, realizza una funzione di carattere strettamente previdenziale pur avendo natura retributiva. Pertanto rientra nella previsione del comma 2 dell'articolo 38 e non in quella dell'articolo 36 della Costituzione.

6 Ott 2007

Ok dalla Covip al fondo pensione dei lavoratori «silenti»

30 Ago 2007

Consiglio di Stato , sez. VI, sentenza 02.05.2007 n° 1907

5 Giu 2007

Quali sono le possibili scelte del lavoratore per la destinazione del Tfr maturando? E quali modelli occorre utilizzare? Quali sono gli adempimenti a carico del datore di lavoro? Quali sono i criteri di computo dei dipendenti ai fini della determinazione della media annuale dei lavoratori in forza nel 2006? Da quali date decorrono i versamenti del Tfr ai fondi pensione e al fondo di tesoreria Inps?

6 Apr 2007

INPS , circolare 03.04.2007 n° 70

25 Feb 2007

Dal 1° gennaio 2007, con un anticipo di un anno rispetto al previsto, entra in vigore la riforma della previdenza complementare che prevede, fra l’altro, il conferimento del tfr maturando a un fondo pensione o a una forma previdenziale di tipo assicurativo.

24 Feb 2007

Il trattamento di fine rapporto (anche conosciuto come “liquidazione”) è la somma che viene corrisposta dal datore di lavoro al lavoratore al termine del rapporto di lavoro dipendente Come si determina?

24 Feb 2007

Se il lavoratore espressamente sceglie di non conferire la liquidazione ai fondi pensione, ma di mantenerlo in tutto o in parte, il Tfr avrà una sorte diversa a seconda delle dimensioni dell’azienda

24 Feb 2007

Quando conviene accantonare oggi per colmare al momento della pensione? La scelta se destinare il Tfr a fondi pensione per finanziare la pensione integrativa o mantenerlo in azienda dipende dalla valutazione di una serie di variabili

24 Feb 2007

Quale decisione prendere sul trattamento di fine rapporto dopo aver ricevuto le informazioni e la documentazione necessarie (la cosiddetta informativa) da parte del datore di lavoro?

24 Feb 2007

Il via libera al trasferimento del Tfr alla previdenza complementare e al fondo Inps cambia in base all’anzianità di assunzione

23 Feb 2007

20 Feb 2007

Al via l’era della previdenza complementare. Dal 1° gennaio 2007 è entrato in vigore il decreto legislativo 252/2005 (che attua la riforma delle pensioni “Maroni” dal nome dell’omonimo ministro del Welfare) che prevede una nuova disciplina dei fondi pensione o forme pensionistiche complementari

19 Feb 2007

In verità, però, non si tratta di un fondo di previdenza in senso stretto, in quanto in qualche modo viene recuperato il precedente regime. Il Tfr che viene conferito a questo Fondo Inps, infatti, non cambia natura e di conseguenza alla fine dell’attività lavorativa il dipendente otterrà il suo Tfr con le vecchie regole

19 Feb 2007

Se esistono piani pensionistici collettivi ed individuali, un’altra classificazione fondamentale da considerare è quella fra fondi pensione aperti e chiusi.

19 Feb 2007

Con la riforma, la crescita del settore della previdenza complementare, viene in buona parte affidata al conferimento del Tfr a tutte le forme pensionistiche complementari, incluse quelle individuali (anche se per queste ultime occorre la scelta esplicita del lavoratore).

19 Feb 2007

Debutta una nuova fiscalità per la tassazione delle prestazioni che però si applica esclusivamente agli importi maturati a partire dal 1° gennaio 2007

19 Feb 2007

Nel decidere sul suo futuro previdenziale il dipendente non va abbandonato a sé stesso, anzi deve essere “guidato” dal datore di lavoro in modo da orientarsi tra le chance offerte.

 

 
 
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